Propositi per il nuovo anno: cosa desidero creare nel 2016?

 

checklist-41335Dimagrire, iniziare palestra, arrivare puntuali al lavoro, finire gli esami, imparare a cucinare, smettere di fumare, migliorare le relazioni con il proprio partner o con i colleghi in ufficio, trovare un lavoro che ci appaghi… e così via.

Ogni anno, sul far dei primi di gennaio, la procedura è la stessa: scriviamo o pensiamo la nostra lunga lista di buoni propositi dai più semplici ai più complessi, per l’anno che verrà.

Tuttavia, non sempre il 31 dicembre riusciremo a depennare dal nostro elenco tutto ciò che ci eravamo prefissati di fare; ciò che conta comunque è aver vissuto il viaggio verso il raggiungimento dei nostri propositi nel modo più sereno e costruttivo possibile.

A tal riguardo è utile sapere che:

  • L’obiettivo autentico è un obiettivo reale che desideriamo conquistare perché è bello o piacevole, ci soddisfa e ci dà energia nel perseguirlo. Non è quello che ci permetterà di essere felici, perché non è il raggiungimento o meno dell’obiettivo che determina le nostre sensazioni.

Scrive Simona Ronchiadin nel suo Fai pace con il cervello:

[quote align=”center” color=”#999999″]Ogni volta che dimentichiamo che il benessere interiore non è mai in discussione, cadiamo nella trappola di credere che appena avremo quella tale cosa, faremo quel tipo di esperienza o saremo la persona che desideriamo, allora potremo stare finalmente bene. In questottica dunque ha molto senso lottare per ottenere ciò che desideriamo. Ha senso allontanarsi dalla zona di comfort, ha senso fare cose faticose al fine di ottenere la prova concreta della nostra felicità.[/quote] 

Fai_pace_con_il_cervello

  • Ciò che amiamo di più dell’obiettivo autentico è tutto ciò che dovremo e vorremo fare per tentare di raggiungerlo. Quando la fatica e le cose che ci costringiamo a fare per raggiungere l’obiettivo sono più di quelle piacevoli, probabilmente stiamo sbagliando qualcosa nel modo di farlo o nella scelta dell’obiettivo stesso.
  • Spesso un obiettivo può essere solo una tappa del nostro viaggio; è possibile che non sia chiara all’inizio la meta finale, ma se le sensazioni che accompagnano il viaggio sono buone, possiamo con energia partire per la prima tappa e una volta arrivati, rifare la valutazione e decidere la tappa successiva.
  • Le scadenze per i nostri obiettivi possono essere molto utili per aiutarci a tenere il ritmo e la direzione, ma possono diventare anche molto dannose quando ci dimentichiamo chi le ha decise.
    Un esempio? Se hai programmato di discutere la tesi di laurea a luglio, ma durante la stesura dell’elaborato hai aggiunto una parte per la quale ti sei entusiasmato che ti ha anche fatto allungare i tempi, ricorda che ad aver deciso la data sei stato tu e quindi puoi sempre decidere di rinviarla.
  • Esistono degli obiettivi tossici, quelli che ci sembra di dover perseguire perché una volta raggiunti ci faranno stare bene. Non esistono obiettivi in grado di renderci felici o tristi, sereni o stressati. Noi sentiamo sempre e solo il nostro pensiero sul mondo.

Qualcuno_avrebbe_dovuto_dirtelo

 

Facciamo un esempio tratto dal libro di Jack Pransky Qualcuno avrebbe dovuto dirtelo!:

[quote align=”center” color=”#999999″]Per chi si preoccupa di avere un prato curato il dente di leone è un incubo, per chi fa il vino con il dente di leone è invece una risorsa. Per un erborista è una benedizione. Per alcuni un fiore, per altri un’erbaccia. Perché l’esperienza del dente di leone è così diversa da persona a persona? Solo per il pensiero. Il dente di leone esiste solo quando lo pensiamo. Il modo in cui pensiamo a questi fiori determina la nostra esperienza degli stessi. È il nostro stesso pensiero che crea la nostra realtà.[/quote] 

Quindi, non è mai un luogo o una meta raggiunta che può determinare le nostre sensazioni, ma solo ed unicamente il pensiero che noi abbiamo di momento in momento. Spesso dietro agli obiettivi tossici ci sono motivazioni o scuse o pensieri non lucidi che fanno sembrare reale una nostra sensazione di urgenza, bisogno o necessità. L’obiettivo tossico è solitamente accompagnato da fatica, sacrificio senza energia e senza entusiasmo, da sensazioni spiacevoli e da parole come “devo”, “bisogna”, “sono costretto”, “mi tocca”.

Come procedere allora?

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Resta connesso con la tua saggezza, continua ad osservare l’immenso potere di creazione del tuo pensiero, ascolta le tue sensazioni che sono il vero termometro dei tuoi pensieri e invece di chiederti che cosa voglio per l’anno nuovo, chiediti:

Cosa amerei creare nel 2016?

Per farlo, come ci ricorda Michael Neill ne La rivoluzione Inside-Out, tieni a mente che:

 

Non è tanto quello che ci succede a determi­nare la qualità della nostra vita, ma quello che noi facciamo con quello che ci succede. Se accettiamo la sfida, possiamo trasformarci da vittime degli eventi a creatori, trasformando i problemi in opportunità e creando così relazioni personali e circostanze felici e appaganti.

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