Il viaggio secondo gli scrittori

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Viaggio: da sempre e per sempre metafora della vita. Per tutti, ma per gli scrittori che la vita la vivono scrivendo, ancora di più.

Sulle pagine impolverate della letteratura mondiale che riposano sugli scaffali delle biblioteche e nelle librerie delle vostre camere, sono custodite milioni di esperienze, emozioni e storie di autori in viaggio per la nostra terra. A tutti loro il merito di aver avuto la grande capacità di imprigionare nei loro libri i colori, i suoni, le voci e i momenti che hanno vissuto, ognuno col suo stile, ognuno con la sua sensibilità, tanto che gli stessi luoghi descritti da autori diversi, non sembrano mai gli stessi.

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Per Jack Pransky, autore di Qualcuno avrebbe dovuto dirtelo e Genitori dal cuore, nonché Facilitatore Tre Principi, il viaggio è una condizione abituale: come per molti scrittori, la sua casa è il mondo stesso, dove poter incontrare persone con cui dialogare, condividere le proprie esperienze, e cercare, dove possibile, di aiutare persone in difficoltà, diffondendo l’approccio Tre Principi, grazie a corsi e conferenze.

Da Edimburgo a Liverpool a Glastonbury, dal Galles allo New Hampshire, e ancora la Spagna, la Francia, la Russia in tutti i posti raggiunti da Jack la ricetta è sempre quella: alternare gli incontri a lunghe passeggiate meditative nella natura, non facendosi mai mancare un po’ di relax tra saune, trekking e chiacchiere con gli amici, per poi documentare tutto nel proprio diario “di bordo”.

Il viaggio, dopo l’amore, è per gli scrittori la fonte d’ispirazione più forte.

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È senz’altro il caso di Paolo Admir Tabloni, autore di Onde Perfette: “Per me i viaggi sono sempre fonte d’ispirazione, mi permettono di disintossicarmi dalla vita frenetica di tutti i giorni, mi riportano al ritmo naturale e d’incanto ritrovo il tempo per leggere, viaggiare, rilassarmi, riflettere e…scrivere”, spiega l’autore, tornato di recente da un viaggio in Giappone.

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“Del viaggio in Giappone voglio conservare il ricordo della sua cultura, prima che dei suoi posti (bellissimi), odori e colori. Quel profondo rispetto che nutrono verso il prossimo. La loro incredibile ospitalità. I sorrisi spontanei ad ogni angolo. Le strade sicure, pulitissime e tranquille, anche di notte. Quelle persone a cui ci siamo rivolti per un’informazione, e che ci hanno accompagnato (letteralmente) nel posto che stavamo cercando, anche sotto la pioggia incessante, il freddo, la parecchia strada che separava quel punto dal luogo d’interesse. I telefonini silenziosi sui mezzi pubblici e quel divieto di parlare al telefono in mezzo alla gente per non disturbare che tutti rispettano senza fare una piega. I negozi senza antitaccheggio perché tanto non ruba nessuno. La pochissima Polizia in giro perché pare non essercene il bisogno. Tutte quelle mascherine che si mettono sulla bocca al primo sintomo di raffreddore per paura di contagiare gli altri. Quel parlare adagio, quasi sottovoce. Pochi clacson, tante auto elettriche, molti bambini nei parchi da soli…zero microcriminalità. Sebbene non cambierei mai il mio Paese con qualsiasi altro (nonostante tutto), son tornato da questo viaggio con la rinnovata speranza che un mondo migliore possa esistere, e che da qualche parte già ci sia”.

Leggere un libro, come ci insegna Le città invisibili di Calvino, è come avere il teletrasporto e visitare ogni città del mondo, stando comodamente seduti sul proprio divano.

Per esempio, attraverso le pagine di Cuba – Istruzioni per l’uso , secondo libro dopo OscuraMentedell’autore Gianluca Giusti dal Giappone, possiamo volare senza sforzo da un continente all’altro, fermandoci a Cuba. Qui, grazie a uno sguardo interno, lo scrittore ci fa respirare i profumi e i colori di un popolo che vive a ritmo di Rumba.

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“Mia moglie è cubana e, dopo aver passato molte estati a Cuba, girandola in lungo e poco per largo visto che è stretta, mi sono accorto di avere molte conoscenze di questo Paese. Un tesoretto di informazioni che in qualche modo mi andava di valorizzare – spiega l’autore -. Il mio libro non è una semplice guida turistica ma molto di più perché oltre alle informazioni burocratiche (biglietti, visto, assicurazione viaggio, modalità di soggiorno…) e sui luoghi classici, approfondisce uno spaccato della vita cubana che una semplice guida non può offrire. Questo nasce dalla profonda conoscenza della vita dei cubani e che va oltre la facciata che un normale turista vede nei pochi giorni di permanenza. “Un dietro le quinte” davvero imperdibile sulla vera vita di Cuba e la sua gente”.
“Se dovessi chiedermi cosa Cuba mi abbia lasciato nel cuore – prosegue Giusti – beh, sarebbe troppo facile dire il mare, il clima e la musica orgogliosamente suonata in ogni dove. Tutto questo naturalmente, anche se in realtà per me il concetto è più profondo: Cuba mi ha regalato per prima cosa mia moglie, poi la consapevolezza di come la mente umana riesca ad arrangiarsi quando le condizioni sono terribilmente difficili. Quando sono a Cuba passo la maggior parte del tempo con la nostra famiglia, quindi nelle retrovie, dove non arrivano né il classico turista, né le sue aspettative legate al passare una vacanza indimenticabile. Ecco perché il mio libro va oltre le spiagge caraibiche e i luoghi tipici”.

E il prossimo viaggio? È un altro libro da leggere!

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