1) Al capitolo VII di Genitori dal cuore di Jack Pransky, si parla di Ascolto profondo, di cos’è? Che benefici possiamo trarre dal suo utilizzo nell’ambito familiare? E nelle relazioni in generale?
Jack spesso ci ricorda qualcosa di estremamente utile e importante: ascoltare con una mente sgombra. Proprio come quella che abbiamo mentre ascoltiamo divertiti una musica dopo una giornata di lavoro.
Ascoltare senza avere niente di particolare per la testa. Fallo come se non avessi niente altro da fare che essere lì disponibile per quella persona o per quell’esperienza. Già, non è molto frequente, ma è una delle esperienza più appaganti che esistano.
Di solito pensiamo che davanti a un bel tramonto, dobbiamo fare qualcosa come una foto o fare la cena. In pochi momenti ci viene solo da guardarlo e rimanere in compagnia delle buone sensazioni che sentiamo, giusto?
Così con persone che amiamo che ci parlano di quanto sia dura la vita, sentiamo impellente il desiderio di intervenire.
E se quello che occorre davvero è sotto i nostri occhi e lo stiamo escludendo perché ci sembra insignificante?
Pare troppo semplice ascoltare qualcuno in totale silenzio, senza avanzare consigli e senza avere niente di particolare per la testa. Eppure ogni volta che ci è capitato di incappare in un buon ascoltatore ed eravamo agitati, ne siamo usciti rigenerati.
2) Cosa si intende invece per Connessione?
La Connessione è tutto quel che serve in ogni relazione. E non esiste spiegazione più completa per descrivere il senso di queste semplici parole. Conosci quella sensazione che provi quando stai davanti ad una persona con un atteggiamento benevolo e la mente totalmente sgombra?
La sensazione è di totale coinvolgimento, grazia e intimità. Detta così potremmo pensare che è uno stato raro. Forse pensiamo che non con tutti scendiamo a un tale livello di profondità.
E invece è molto più frequente di quanto si possa immaginare. Lo facciamo con gli animali che ci piacciono, davanti a un fantastico paesaggio o davanti a un bambino molto piccolo.
Uno dei più grandi malintesi in cui ci imbattiamo in ambito relazionale è il seguente. Quando le cose non vanno come vorremmo, per risolvere ciò che ci tormenta dovremmo parlarne con la persona interessata.
La comunicazione per essere genitori nella relazione
Crediamo che quello che più conta in una relazione sana sia comunicare. Altre volte pensiamo di dover scendere a compromessi e trovare subito valide soluzioni. Con alle spalle questo tipo di idea diamo per scontato che ogni volta che osserviamo qualcosa che non ci piace nei nostri figli, un comportamento o una tendenza, iniziamo ad agitarci e da questo stato, impartiamo ordini, facciamo lunghi monologhi e ne limitiamo la libertà individuale attraverso delle punizioni.
A quale genitore non è mai successo?
Ma per quanto ci si forzi, non è mai possibile obbligare qualcuno a cambiare. Finché non scatta qualcosa dentro nel modo di pensare e d’intendere la vita, è impossibile che si possa verificare un cambio di direzione duraturo.
Come genitori ci troviamo davanti a un bivio: perdere molto tempo nell’intimare un cambiamento attraverso un comportamento punitivo o ristabilire una nuova Connessione e vedere nostro figlio per quel che è in quel momento.
Prendere in considerazione questa seconda ipotesi ci lascia la possibilità di rimanere perfettamente calmi anche quando le cose non vanno esattamente come le avevamo pensate e diamo modo a nostro figlio di sperimentare in maniera diversa la tranquillità di sentirsi perfettamente amato e al sicuro.
3)E ora un’ultima domanda di carattere personale: so che stai ultimando il tuo primo libro: Fai pace col cervello, dedicato ai Tre Principi. In che modo questo approccio può aiutarci a essere genitori e a spazzar via inutili ansie tensioni, spesso motivi di litigi con chi ci sta accanto?
Fai pace con il Cervello è un libro che ho scritto per rendere più semplice la comprensione dei Principi a partire dalla nostra vita di tutti i giorni.
Sai che mentre scrivevo il libro e mi confrontavo con amici o colleghi per chiarirmi le idee su quali potessero essere gli argomenti interessanti, mi sono resa conto che la stragrande maggioranza delle persone pensa che difronte a tanti problemi di origine differente ci debbano essere per forza tante soluzioni diverse.
E che ogni soluzione vada cercata, conquistata e vissuta con un bel po’ di sacrificio. La comprensione dei Principi parte da un presupposto del tutto differente che in questo campo è una specie di rivoluzione copernicana.
Per quanti problemi esistano e per quanta fatica ognuno di noi faccia nella vita quotidiana, esiste sempre e solo un’unica soluzione: comprendere come Mente, Pensiero e Consapevolezza costruiscono l’esperienza di realtà.
In Fai Pace con il Cervello, ho cercato di essere semplice, chiara e diretta affinché le persone potessero essere positivamente influenzate da quest’approccio, la cui profonda comprensione porterà inevitabilmente a una Saggezza più ampia e condivisa.
Simona Ronchiadin vi aspetta per la presentazione del libro Genitori dal cuore al Buk Festival della Microeditoria domenica 22 febbraio alle ore 12.30, presso la sala C-Tignous del Foro Boario di Modena.