Medicina del cuore. Intervista alla Dott.ssa Angela Scarano

C’è chi vive la propria professione con la mente e chi alla mente aggiunge anche il cuore. Angela Scarano,  Neuropsichiatra infantile e mamma di 3 figli, ci racconta com’è cambiato l’approccio al suo lavoro e con i suoi pazienti, dopo l’incontro con i Tre Principi.

 

1. Angela, presentati: chi sei, di cosa ti occupi nella vita?

Ho 43 anni, sono sposata da 14 anni e sono mamma di tre bambini. Sono un Medico chirurgo specialista in Neuropsichiatria Infantile. Attualmente mi occupo di bambini e ragazzi con disturbi dello sviluppo, delle loro famiglie e degli operatori che se ne occupano (educatori ed insegnanti). Le problematiche riguardano i disturbi di apprendimento, di attenzione, di linguaggio, cognitivi o problemi di relazione, emotivi e di comportamento.

 

2. Come sei venuta in contatto con i Tre Principi?

Grazie ad un libro di Errekappa della collana dedicata ai Tre Principi, Il manuale delle relazioni, di George Pransky. Ho iniziato a leggere e cercare di capirne sempre di più e ho notato come già iniziava a cambiare tutto.

 

libro: il manuale delle relazioni

3. Come hanno cambiato la tua vita lavorativa i Tre Principi?

Hanno prima di tutto chiarito la comprensione della mia esperienza della vita. Gli effetti sono di per se stessi rilevanti nel mio lavoro: il modo in cui sto con le persone che vengono da me, il modo in cui le posso indirizzare a guardare al Loro Benessere Innato, il modo in cui sto con me stessa rispetto alla mia responsabilità e alla necessità di applicare le mie conoscenze in maniera lucida.

 

4Secondo te i Tre Principi hanno allargato il tuo potenziale curativo nei confronti dei tuoi pazienti? Come?

I Tre Principi mi hanno chiarito il senso di Benessere Innato di ogni persona, l’Intelligenza Universale presente in ogni cellula del corpo di ognuno e in ogni attività espressa nella conoscenza e nella mente delle persone quando sono connesse tra loro e con la Saggezza di cui sono fatti.

Io ho svolto un percorso di formazione e di esperienza di medicina convenzionale e di psicologia e neuroscienze. Ho studiato i modelli di comprensione del funzionamento umano rispetto alle patologie e ai sintomi che siamo sempre più bravi e precisi a riconoscere.

Ho sempre cercato di dare voce a ciò che forse è più tipico di Medicine olistiche, senza trovare un linguaggio vero e un significato libero dai singoli indirizzi e discipline. I Tre Principi hanno dato nomi e parole alla mia sensazione di poter essere un medico umile e sicuro di accompagnare gli altri verso la propria Salute Innata.

 

5. Concretamente, come hai inserito i Tre Principi nelle attività che fai con i bambini?

Più che altro con i bambini i Tre Principi sono già in campo, a portata di “cuore”, nelle mie visite e attività, perché facilmente riescono a connettersi agli altri e a se stessi, soprattutto nei casi di disabilità anche molto grave. Con gli adulti (genitori, insegnanti, educatori), provo a puntare l’attenzione sull’importanza di riconoscere gli stati mentali propri e degli altri per accedere alla cooperazione Naturale e all’apprendimento più efficace.

 

6. So che hai partecipato al corso di Chip e Chipman a Rimini lo scorso maggio, cosa ti ha lasciato?

Difficile rispondere in breve su tutto quello che mi ha dato. Potrei riassumere con le parole gioia e speranza. È stato un incontro di quelli fondamentali a livello personale e professionale. Chiamarlo corso nella mia esperienza è riduttivo.

 

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